Data: 05/03/2019

Riceviamo e pubblichiamo - L’EUGUBINO UBALDO CECILIONI DIVENTA ‘AMBASCIATORE NEL MONDO’ DELLO SPORT UMBRO

 

L’eugubino Ubaldo Cecilioni è  tra i 19 nuovi ambasciatori nel mondo dello sport umbro,  un’onorificenza che premia  il coraggio, la fatica e i sacrifici di tanti atleti che nel corso della loro carriera hanno saputo nobilitare non soltanto la loro disciplina, ma anche e soprattutto un territorio che attraverso lo sport ha costruito  un seguito costante e una visibilità agli occhi del mondo esterno. E’ stato premiato nel corso di una cerimonia che si è svolta ieri 4 marzo,  alla presenza della presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini,  presso il Salone d’Onore di Palazzo Donini.   Cecilioni, proclamato “Ambasciatore dell’Umbria per meriti sportivi”  ha esclamato: “Oggi per noi premiati è una nuova partenza, perché come testimonial dovremo far innamorare dello sport le nuove generazioni”.  Tre volte campione italiano nel tiro con l’arco, due volte nel lancio del peso, sette volte consecutive nel judo, Cecilioni è l’esempio vivente di come lo sport possa rappresentare  un nuovo inizio (rimase cieco dopo un incidente stradale nel 1997, quando aveva 19 anni), oltre che una grande occasione di riscatto. E nel ricevere l’onorificenza di ambasciatore, alla platea ha rivolto parole che rappresentano un vero e proprio manifesto di come possa essere interpretata la pratica sportiva.   “Mi è sempre piaciuto fare sport, e ammetto che mi è sempre piaciuto vincere – ha esordito Ubaldo, che ha parlato accanto alla presidente Marini – questo premio che ricevo è motivo di grande orgoglio, ma  deve rappresentare una nuova partenza. Noi atleti siamo qui perché abbiamo dimostrato che con il lavoro, il sudore, la fatica e il sacrificio è possibile raggiungere certi traguardi. Ma il nuovo ruolo di testimonial ci deve spronare a fare ancora di più e soprattutto a raccontare lo sport e il nostro amore per la pratica sportiva, anche per consentire alle nuove generazioni di innamorarsi dello sport ”. Un messaggio commovente che ha raccolto unanimi consensi in una platea densa di grandi personaggi dello sport locale e nazionale, i quali non hanno potuto far altro che ringraziare Cecilioni per le belle parole spese.   A margine della cerimonia, l’atleta eugubina ha voluto anche delineare i nuovi orizzonti sportivi: “Il prossimo 9 giugno difenderò a Napoli il titolo di campione italiano di judo (organizzato dalla FISPIC), confidando di ottenere l’ottavo titolo consecutivo. Dopodiché dovrò valutare come proseguire la mia attività: a 40 anni bisogna anche saper riconoscere quando è il momento di smettere, ma sono un atleta eclettico e non so stare senza il gusto della sfida.  Alla cerimonia erano presenti la mamma Wanda, la sorella Sara e le nipoti Elena e Giulia, ben contente per un giorno di saltare qualche ora di scuola per vedere lo zio Ubaldo ricevere uno dei riconoscimenti più importanti di un’intera carriera. Cecilioni ha ricevuto i complimenti della Presidente della Regione Catiuscia Marini, del vice presidente con delega allo sport Fabio Paparelli, del presidente del CONI Umbria Domenico Ignozza, del presidente del CIP Umbria Gian Luca Tassi e del consigliere regionale, nonché eugubino, Andrea Smacchi, che è stato il primo a congratularsi con Ubaldo per le belle parole spese quando ha ricevuto l’onorificenza dalle mani della Marini. Quest’ultima, rivolgendosi agli atleti premiati, li ha ringraziati chiedendo loro di “testimoniare sempre anche attraverso i risultati le eccellenze della regione, che anche attraverso lo sport può trovare un veicolo formidabile per raccontare se stessa, la propria terra e il proprio territorio. Abbiamo tante sfide davanti, a cominciare da quella dell’impiantistica, ma con atleti così eccelsi avremo molte più motivazioni per intervenire e rendere moderne le nostre strutture”. Oltre ai 19 atleti, premiati anche alcuni dirigenti e società per il contributo dato all’Umbria: tra questi il presidente della Lega Pro, l’eugubino Francesco Ghirelli, peraltro in passato Presidente della Regione, assente per motivi legati all’attività della lega che presiede.