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A Gubbio la prima Festa delle Mani Maestre: due giorni tra saperi, memoria e pace

Il 14 e 15 novembre a San Francesco un appuntamento che intreccia cultura, artigianato, inclusione e solidarietà

Date :

5 November 2026

Categories:
Comune
Cultura
A Gubbio la prima Festa delle Mani Maestre: due giorni tra saperi, memoria e pace
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GUBBIO (03/05/2021) - Ogni mano porta con sé una storia: ci sono mani che modellano la materia, che tramandano un mestiere, che trasformano un’idea in un’opera, mani che custodiscono saperi antichi e altre che si tendono verso chi ha bisogno. Sono mani diverse, ma unite dalla capacità di lasciare un segno. E proprio questo sarà il filo conduttore della prima Festa delle Mani Maestre, che il 14 e 15 novembre porterà a Gubbio, nel Complesso di San Francesco, un programma di incontri, testimonianze, arte, artigianato e musica nel segno del saper fare, della memoria e della pace.

Presentata questa mattina in conferenza stampa dal sindaco Vittorio Fiorucci, dall’assessore alla Cultura Paola Salciarini, da Patrizia Ramacci, ideatrice del progetto e presidente dell’Archivio delle Mani Maestre, e da Paolo Panfili, socio dell’Archivio, la manifestazione nasce dall’esperienza dell’Archivio delle Mani Maestre, un progetto originale che affonda le proprie radici nel ritrovamento di una serie di calchi in gesso della metà del Settecento. Sul bordo di quei manufatti erano ancora visibili le impronte digitali degli artigiani che li avevano realizzati: tracce concrete di persone, gesti e saperi che il tempo non aveva cancellato. Da quella scoperta è nata l’idea di costruire una collezione contemporanea di calchi delle mani, accompagnati dalle storie e dalle testimonianze di artigiani e maestri d’arte, per conservare il loro vissuto e consegnarlo alla memoria futura: un archivio che racconta il valore del saper fare italiano e di chi, attraverso il proprio lavoro, continua a tenerne viva la tradizione.

“Le mani sono molto più di uno strumento di lavoro: sono una traccia della nostra storia, raccontano chi siamo, quello che sappiamo fare e il legame che costruiamo con gli altri - ha spiegato Patrizia Ramacci - l’Archivio nasce proprio dal desiderio di preservare questa memoria, raccogliendo le impronte e le storie di persone che rappresentano un patrimonio di conoscenze ed esperienze. Con la Festa vogliamo portare questo progetto fuori dall’Archivio, farlo incontrare con la comunità e aprirlo a nuove riflessioni: perché le mani non parlano soltanto di mestiere e tradizione, ma anche di pace, solidarietà e inclusione”.

Non a caso, le due giornate hanno titoli e percorsi distinti: “Le Mani della Pace”, sabato 14 novembre, e “Le Mani Raccontano”, domenica 15 novembre. La prima giornata sarà dedicata al valore delle mani come gesto di incontro e di pace. Dopo i saluti istituzionali e la consegna agli Sbandieratori di Gubbio della Bandiera dedicata alle Mani Maestre, spazio al legame tra la città e il cinema con la proiezione di alcune sequenze di Fratello sole, sorella luna di Franco Zeffirelli, girate proprio a Gubbio, accompagnate dal commento di Pierluigi Neri, sindaco all’epoca delle riprese. Particolarmente significativo sarà l’incontro con Naybeth García e Johnny Gómez, fondatori in Venezuela del coro Manos Blancas, protagonista di un’esperienza musicale e sociale di straordinaria forza: un coro nel quale la musica si esprime anche attraverso la lingua dei segni, diventando strumento di partecipazione e inclusione. Il momento musicale sarà curato dall’associazione Akademia di Fabriano.

La riflessione proseguirà con “I lupi di oggi”, dialogo tra Antonella Di Bartolo, dirigente scolastica dell’Istituto Sperone-Pertini di Palermo, e padre Marco Bellachioma, guardiano del Convento di San Francesco. Al centro, il ruolo della scuola come presidio di comunità e legalità anche nei contesti più difficili. La giornata darà inoltre voce, attraverso incontri virtuali, a tre figure che rappresentano altrettante testimonianze di impegno e responsabilità: don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e dell’associazione Libera; Rossella Miccio, presidente di Emergency; e il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme, celebrati dall’Archivio come Mani Maestre della Pace.

Domenica 15 novembre, con “Le Mani Raccontano”, l’attenzione si sposterà sui saperi, sulle tradizioni artigianali e sulla capacità di innovare e fare rete. La giornata si aprirà con l’esibizione degli Sbandieratori di Gubbio, che faranno volteggiare anche la Bandiera delle Mani Maestre, e proseguirà con l’intervento di Matteo Menichetti, presidente del gruppo, e con “Matrix”, il percorso proposto da Maddalena Vantaggi, designer, ricercatrice e docente dell’Accademia di Belle Arti di Perugia. Si racconteranno poi i 200 anni di storia della Stamperia Pascucci e le esperienze di collaborazione tra associazioni del territorio, artigiani e realtà regionali, dalla rete sociale delle 13 associazioni coinvolte all’Associazione dei Ceramisti Eugubini e alle stamperie tradizionali romagnole. Non mancheranno le testimonianze di botteghe italiane che portano nel mondo lavorazioni di alta qualità, un approfondimento sulle nuove tecnologie e sulle mani artificiali, con Rodolfo Rughi, e una dimostrazione dal vivo del maestro torniante eugubino Daniele Minelli, che lavorerà durante l’evento.

“Questa manifestazione ha un valore culturale che va oltre la celebrazione delle tradizioni - ha sottolineato l’assessore alla Cultura Paola Salciarini - Gubbio è una città nella quale il sapere artigiano, la qualità del lavoro e la trasmissione delle competenze fanno parte della nostra identità. La Festa delle Mani Maestre ci offre l’occasione di mettere in dialogo questo patrimonio con esperienze contemporanee, con il mondo dell’associazionismo e con testimonianze di grande valore umano. È un progetto che parla di cultura nel senso più ampio del termine: conoscenza, partecipazione, inclusione e capacità di costruire comunità”.

“Siamo lieti di accogliere a Gubbio una manifestazione che mette al centro le persone, il loro lavoro e il valore dei gesti che attraversano le generazioni - ha detto in chiusura di conferenza il sindaco Vittorio Fiorucci - le mani rappresentano un simbolo potente: sono quelle di chi crea, custodisce le tradizioni e contribuisce ogni giorno alla crescita del territorio, ma anche quelle di chi tende la mano agli altri, costruendo solidarietà e pace. Questa prima edizione unisce idealmente Gubbio a esperienze e testimonianze di rilievo nazionale e internazionale e conferma la vocazione della nostra città a essere luogo di cultura, incontro e condivisione”.

Entrambe le giornate si concluderanno con un brindisi e un aperitivo nel chiostro, ma ci sarà anche un gesto semplice e fortemente simbolico al quale tutti i partecipanti saranno invitati: lasciare l’impronta della propria mano su un’opera d’arte collettiva. Un modo per diventare parte della Festa, aggiungendo la propria traccia a quelle degli altri e trasformando l’incontro in un segno condiviso, destinato a restare.

 

 

Last update: 5 November 2026, 12:45

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