Descrizione
GUBBIO (29/07/2026) - L’amministrazione comunale interviene in merito alla nota stampa recentemente diffusa da un gruppo consiliare di minoranza, con l’obiettivo di riportare il dibattito pubblico su un terreno di confronto fondato sui fatti, sui dati e sulle effettive condizioni nelle quali questa amministrazione si è trovata a operare.
Proprio dall’analisi concreta delle opere e dei progetti ereditati emerge infatti un quadro assai più complesso rispetto a quello rappresentato nella nota. L’attuale amministrazione ha ricevuto in eredità numerosi interventi già finanziati, ma spesso accompagnati da progettazioni incomplete, destinazioni d’uso non sufficientemente definite e quadri economici che, alla luce dell’aumento dei costi registrato negli ultimi anni, non risultavano più adeguati a garantire la piena realizzazione delle opere. Il compito che ci siamo trovati ad affrontare non è stato quindi semplicemente quello di proseguire percorsi già avviati, annunciare nuovi interventi o tagliare nastri. È stato necessario, in molti casi, ricostruire e approfondire lo stato dei progetti, individuarne e correggerne le criticità, aggiornare le progettazioni e i quadri economici, reperire ulteriori risorse e definire con maggiore chiarezza le funzioni e le destinazioni delle opere, affinché gli interventi potessero diventare concretamente realizzabili, sostenibili e realmente utili alla comunità.
È questo il lavoro, spesso meno visibile ma indispensabile, che ha consentito di trasformare finanziamenti e progettualità già esistenti in opere effettivamente cantierabili e funzionali, evitando che risorse importanti restassero bloccate o che venissero realizzati interventi privi delle necessarie condizioni di sostenibilità e di piena fruibilità.
Partirà il recupero dell’ex Mattatoio, un intervento strategico che dovrà restituire alla città non soltanto un edificio ristrutturato, ma uno spazio vivo, destinato alla cultura, alla musica, ai giovani e alla produzione artistica. Il punto decisivo, per noi, è che al recupero fisico dell’immobile corrisponda una funzione chiara e un modello di gestione sostenibile.
Sta per concretizzarsi anche la bretella di via Madonna dei Perugini, un’opera attesa che contribuirà a migliorare la viabilità urbana e a ridurre la pressione su alcuni dei principali nodi di accesso alla città. Non è un intervento isolato, ma un tassello di una strategia più ampia sulla mobilità, sui parcheggi e sull’accessibilità del centro storico.
Un’altra operazione di straordinaria importanza riguarda il Teatro Romano e l’area della Guastuglia. Grazie a un investimento di 4 milioni di euro sarà possibile ampliare gli scavi, approfondire la conoscenza archeologica dell’area e costruire un parco più accessibile, leggibile e integrato con la città. Non parliamo soltanto di conservare il passato: parliamo di trasformare un patrimonio ancora in parte nascosto in una delle grandi porte culturali e turistiche di Gubbio.
A questo intervento si aggiungono 2 milioni di euro per il sistema costituito da Palazzo Ducale, dalle mura urbiche e da Parco Ranghiasci. Luoghi che per troppo tempo sono stati considerati separatamente potranno entrare in una visione unitaria, fatta di collegamenti, percorsi, recupero paesaggistico e valorizzazione culturale.
Attraverso la Strategia delle Aree Interne partirà inoltre un programma di recupero di importanti tratti delle mura urbiche. È un’operazione che guarda lontano: non una manutenzione occasionale, ma l’avvio di un percorso pluriennale per consolidare, restaurare e rendere nuovamente fruibile una parte essenziale dell’identità eugubina.
Questi interventi si affiancano al lavoro svolto sugli Arconi di Palazzo dei Consoli, dove abbiamo recuperato il progetto salvaguardando la cucina e la futura funzionalità degli spazi; al prossimo avvio del sagrato di San Francesco; e alla complessa azione su Piazza Quaranta Martiri, dove stiamo costruendo quella funzionalità quotidiana - mercato, accessi, commercio, residenti, mobilità e uso degli spazi - che non era stata definita adeguatamente nella progettazione iniziale.
È questo il nostro metodo: non limitarci a completare un’opera sulla carta, ma assicurarci che sia utile, utilizzabile e sostenibile una volta terminato il cantiere. Perché una città non ha bisogno di contenitori vuoti o di inaugurazioni senza seguito. Ha bisogno di luoghi che funzionino e di investimenti capaci di produrre servizi, sviluppo e qualità urbana.
Sappiamo bene che Gubbio ha problemi complessi e che nessun cantiere, da solo, può risolverli tutti. Ma sostenere che l’Amministrazione sia ferma significa ignorare deliberatamente il lavoro compiuto e i risultati che stanno maturando. Noi non rispondiamo agli slogan con altri slogan. Rispondiamo con progetti recuperati, risorse messe in sicurezza, cantieri pronti a partire e una visione che tiene insieme patrimonio, mobilità, cultura, ambiente e sviluppo.
La propaganda dura il tempo di un titolo. Le opere, quando sono pensate bene, restano alla città. Ed è su ciò che resterà a Gubbio che intendiamo essere giudicati.
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Ultimo aggiornamento: 29 luglio 2026, 10:52